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MAROCCO E LE PROVINCE DEL SAHARA OCCIDENTALE, MAURITANIA, SENEGAL E LA CASAMANCE, GAMBIA, GUINEA BISSAU E L’ARCIPELAGO DELLE BIJAGOS, GUINEA CONAKRY, SIERRA LEONE, LIBERIA, COSTA D’AVORIO, GHANA, TOGO E BENIN.
La “Grande Spedizione” attraversa il Sahara da nord a sud e raggiunge savane, foreste, coste e isole del Golfo di Guinea. Scopriremo i principali ambienti naturali, culturali e religiosi del continente africano.
MAROCCO E LE PROVINCE DEL SAHARA OCCIDENTALE, MAURITANIA, SENEGAL E LA CASAMANCE, GAMBIA, GUINEA BISSAU E L’ARCIPELAGO DELLE BIJAGOS, GUINEA CONAKRY, SIERRA LEONE, LIBERIA, COSTA D’AVORIO, GHANA, TOGO E BENIN.
ESPERIENZA. La “Grande Spedizione” attraversa il Sahara da nord a sud e raggiunge savane, foreste, coste e isole del Golfo di Guinea. Scopriremo i principali ambienti naturali, culturali e religiosi del continente africano.
L’itinerario parte da Marrakech, mitico terminal carovaniero, prosegue verso il Sahara Occidentale (oggi Province Sahariane del Marocco) e le sue sabbie vergini in una regione vietata ai viaggiatori per decenni, dove siamo orgogliosi di essere i pionieri. Nella parte meridionale della nostra traversata del Sahara, scopriamo le remote oasi della Mauritania. In Senegal il paesaggio cambia, passando dal deserto alla savana. Cap d’Almadine è il punto più occidentale del continente africano. Guidando verso sud il paesaggio cambia ancora, questa volta passando dalla savana alla foresta. Le danze delle maschere sacre della Casamance indicano che, cambiando l’ambiente naturale, cambia anche l’ambiente culturale e religioso, dall’Islam all’animismo tradizionale, dal monoteismo al politeismo. In Guinea Bissau, ci godiamo tre giorni di navigazione alla scoperta dell’arcipelago delle Bijagos. Torniamo sulla terraferma per assistere a un “concerto tribale” eseguito dai Griot: discendenti di una stirpe di musicisti e cantastorie che risale all’impero del Mali, nel XII secolo. Attraversiamo foreste e montagne remote, dove l’arrivo di stranieri è un evento raro. Negli angoli meno conosciuti di Guinea, Sierra Leone e Liberia camminiamo su ponti di liane fino a villaggi isolati, dove vivono iniziati. Sul Fouta Djalon, il più grande massiccio montuoso dell’Africa occidentale, incontriamo capi tradizionali seduti in consiglio con notabili e anziani. La Sierra Leone è la prima colonia britannica in Africa Occidentale e vanta la più antica università di questa parte del continente. Scoprire Banana Island, un paradiso incontaminato e incontrare i suonatori di tamburi sacri e i cercatori di diamanti. Lungo la costa del Golfo di Guinea, viaggiamo tra costa e isole. Monrovia è la capitale della Liberia, l’antica Costa del Pepe, la prima repubblica indipendente dell’Africa che non è mai stata una colonia o un protettorato; nel 1847 era già governata da un presidente nero, l’afroamericano Roberts della Virginia, parte dei coloni Kriol, considerati i fondatori della nazione. In Costa d’Avorio scopriamo ponti di liane, basiliche, maschere colorate e danze di iniziazione, passando dai tradizionali villaggi di cacciatori allo skyline di Abidjan, dalle foreste alle savane. In Ghana, l’antica Costa d’Oro, scopriamo l’etnia Ashanti assistendo alle cerimonie tradizionali, visitiamo spiagge selvagge e antichi castelli della tratta degli schiavi. In Togo e Benin, l’attenzione si concentra sulle origini africane del Vudù: dove trance e rituali magici fanno parte della vita quotidiana.
Un’esperienza unica nella vita: durante questa spedizione poliedrica entriamo in contatto anche con l’ “Africa metropolitana contemporanea”, passeggiando nell’intensa vita cittadina di Dakar, Freetown, Abidjan e Accra, note per i loro ristoranti e la loro vita notturna. In queste vibranti capitali dell’Africa occidentale, si percepisce l’eccitante mix di cultura urbana: incontri con giovani artisti, graffiti, musica dal vivo e cucina fusion.
Numerosi elementi peculiari arricchiscono la nostra spedizione che:
-segue le rotte degli uccelli che migrano verso l’Africa per svernare e che incontriamo e ri-incontriamo lungo il percorso.
-attraversa il Sahara, ripercorrendo un’antica rotta carovaniera per riscoprire la stessa architettura in pietra, dall’altra parte del deserto.
-scopre graffiti,altro elemento comune, da quelli urbani e contemporanei alla preistorica arte rupestre.
CLIMA. Le date di partenza sono state scelte per godere del clima migliore. Il tardo autunno (e la primavera) sono le stagioni perfette per viaggiare attraverso il Sahara; le temperature sono miti e piacevoli, le notti sono fresche ma non fredde e le giornate sono calde ma non bollenti. L’inverno (e l’inizio della primavera) sono i periodi più miti della stagione secca nell’Africa occidentale subsahariana.
CONFORT. D’obbligo per godere appieno di una lunga esperienza di viaggio fuori dai sentieri battuti.
Trasporti: moderni veicoli 4×4 con aria condizionata saranno il principale mezzo di trasporto sui percorsi accidentati, mentre sulle strade principali verranno utilizzati moderni e confortevoli minibus con aria condizionata.
Pernottamenti: in hotel confortevoli, quattro stelle (****) nelle capitali; alberghi recenti con camere climatizzate e servizi privati nel resto dell’itinerario. Le sistemazioni sono state scelte privilegiando il comfort, la qualità del cibo, la cordialità del servizio, lo stile architettonico tipico e le posizioni panoramiche. Nelle aree remote del Sahara, godremo di due notti nel nostro campo mobile con grandi tende beduine, tappeti, materassi e sedie. In caso di forti venti di sabbia, sarà allestita una comoda tenda-ristorante per la cena. Un’esperienza di campo ben organizzata sotto le stelle del deserto è un must per una vera esperienza sahariana.
SICUREZZA. La sicurezza è la nostra principale preoccupazione. La spedizione si basa su una lunga esperienza della zona ed è guidata da capi-spedizione esperti. L’itinerario è sicuro, la nostra rete locale lo monitora costantemente grazie a una presenza permanente sul campo che fornisce informazioni aggiornate.
12 GIORNI DA MARRAKECH A DAKHLA PREZZI DA: 3.301 €
Marocco & Province del Sahara occidentale . Dal giorno 1 al giorno 12 dell’itinerario.
Inizio a Marrakech il 9 Novembre, 2026. Termine a Dakhla il 20 Novembre , 2026.
14 GIORNI DA TAN TAN A NOUAKCHOTT. PREZZI DA: 5.084 €
Province del Sahara occidentale e Mauritania. Dal giorno 6 alla serata del giorno 19 dell’itinerario.
Inizio a Tan Tan il 14 Novembre, 2026. Termine a Nouakchott nella serata del 27 Novembre , 2026.
19 GIORNI DA MARRAKECH A NOUAKCHOTT. PREZZI DA: 6.703 €
Marocco, Province del Sahara occidentale e Mauritania. Dal giorno 1 al giorno 19 dell’itinerario.
Inizio a Marrakech il 9 Novembre, 2026. Termine a Nouakchott nella serata del 27 Novembre , 2026.
24 GIORNI DA MARRAKECH A DAKAR. PREZZI DA: 7927 €
Marocco e le Province del Sahara occidentale, Mauritania, Senegal.
Dal giorno 1 al giorno 24 dell’itinerario.
Inizio a Marrakech il 9 Novembre, 2026. Termine a Dakar nella serata del 2 Dicembre , 2026.
31 GIORNI DA MARRAKECH A BIJAGOS ARCHIPELAGO. PREZZI DA: 10.206 €
Marocco e le Province del Sahara occidentale, Mauritania, Senegal, Gambia, Guinea Bissau e Archipelago Bijagos. Dal giorno 1 al giorno 31 dell’itinerario.
Inizio a Marrakech il 9 Novembre, 2026. Termine a Bissau il 9 Dicembre , 2026.
27 GIORNI DA DAKAR TO ABIDJAN. PREZZI DA: 10.759 €
Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio. Arrivo il giorno 22. Termine il giorno 48 dell’itinerario.
Inizio a Dakar il 30 Novembre, 2026. Termine a Abidjan il 26 Dicembre , 2026.
35 GIORNI DA DAKAR TO COTONOU. PREZZI DA: 12.602 €
Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin. Dal giorno 22 al giorno 56 dell’itinerario.
Inizio a Dakar il 30 Novembre, 2026. Termine a Cotonou il 3 Gennaio , 2027.
21 GIORNI DA BISSAU-BIJAGOS TO ABIDJAN. PREZZI DA: 8.409 €
Guinea Bissau and Bijagos Archipelago, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio. Dal giorno 28 al giorno 48 dell’itinerario.
Inizio a Bissau il 6 Dicembre, 2026. Termine a Abidjan il 26 Dicembre, 2026.
26 GIORNI DA BISSAU TO COTONOU. PREZZI DA: 9246 €
Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin. Dal giorno 31 al giorno 56 dell’itinerario.
Inizio a Bissau il 9 Dicembre, 2026. Termine a Cotonou il 3 Gennaio, 2027.
29 GIORNI DA BIJAGOS ARCHIPELAGO TO COTONOU. PREZZI DA: 10.314 €
Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin. Dal giorno 28 al giorno 56 dell’itinerario.
Inizio a Dakar il 6 Diceembre, 2026. Termine a Cotonou il 3 Gennaio , 2027.
7 GIORNI DA FREETOWN TO MONROVIA. PREZZI DA: 3.087 €
Sierra Leone, Liberia. Dal giorno 37 al giorno 42 dell’itinerario.
Inizio a Bissau il 15 Dicembre, 2026. Termine a Monrovia il 20 Dicembre, 2026.
È possibile richiedere altri programmi su richiesta
08.11.2027
Arrivo individuale e trasferimento libero.
pasti non inclusi.
09.11.2027
Lasciamo la strada principale per scoprire i villaggi berberi meno frequentati dell’Alto Atlante e ci uniamo ai cercatori di gemme alla ricerca di ametiste e tormaline. Con il loro aiuto possiamo trovare le nostre gemme. L’ itinerario attraversa il passo Tizi n ‘Tichka a 2.274 m. sul versante meridionale dell’Atlante. Ait Benhaddou si trova lungo l’antica via carovaniera che collegava Marrakech al Sahara. Nel corso degli anni, in questo Ksar sono stati girati molti film famosi, come Lawrence d’Arabia, Sodoma e Gomorra, Edipo Re, Il Cielo Protetto, I Gioielli del Nilo, Gesù di Nazareth, Alessandro, Il Gladiatore e altri ancora. Arrivo a Ouarzazate, una grande oasi ai margini del deserto.
10.11.2027
La nostra strada segue la prima parte del Ouadi (fiume) Draa, importante fiume che con il suo corso crea un’unica oasi lunga centinaia di chilometri. Il verde intenso dei palmeti stacca nettamente dai colori ocra e giallo del deserto circostante.
All’ombra delle migliaia di palme fioriscono piccoli giardini: un miracolo verde nel deserto. Visita ad un sito di arte rupestre: centinaia di graffiti risalenti a migliaia di anni fa, testimonianza silenziosa di popolazioni che vivevano in queste regioni prima della desertificazione. Pranzo in un ristorante nella suggestiva oasi di Zagora. Il nostro itinerario prosegue lungo la valle della Draa fino a Mhamid. A sud-est di Mhamid, l’acqua del fiume svanirà nel deserto. Mhamid è l’ultimo avamposto permanente prima del deserto.
11.11.2027
Da Mhamid inizia l’avventura del Sahara; il nostro 4×4, guidando fuori dai sentieri battuti, segue una regione di alte dune, l’Erg Chegaga, che attraversiamo nella sua parte centrale.
Qui, con un po’ di fortuna, potremo incontrare alcune antilopi bianche, addax, rare e minacciate di estinzione. L’addax è un’antilope del deserto a rischio che vive in alcune regioni isolate del Sahara.
Raggiungiamo, poi, il lago salato secco di Iriki e un sito dove ognuno di noi potrà trovare i propri fossili.
Dopo un intenso giorno di guida interamente fuori strada, attraversando alte catene di dune, raggiungiamo la caratteristica oasi di Foum Zguid.
12.11.2027
Di nuovo in viaggio, per attraversare una regione dai paesaggi spettacolari: montagne rocciose e grandi oasi.
Passeggiata nell’oasi per scoprire questo miracolo verde circondato da un ambiente arido. Pranzo in un ristorante locale, arrivo in serata nella piccola oasi di Icht.
13.11.2027
Nella regione di Assa, raramente visitata, scopriamo la stessa antica architettura arabo-berbera in pietra che rivedremo a sud dall’altra parte del Sahara, nelle oasi di Chinguetti e Ouadane in Mauritania. Queste oasi nell’antichità erano collegate ad Assa da una rotta carovaniera che cercheremo in parte di ripercorrere.
La cittadina di Guelmim è un antico centro carovaniero. Qui cerchiamo le tracce degli antichi commerci trans- sahariani…
Da questo punto, l’itinerario segue, in parte, una delle coste più pescose al mondo lungo la rotta migratoria degli uccelli paleo-artici che in questa stagione si spostano ogni anno dal nord Europa e dalla Russia per svernare in Africa. Gli uccelli migratori, che viaggiano come noi da nord a sud, saranno un refrain costante per il nostro itinerario fino all’arcipelago delle Bijagos, in Guinea Bissau.
Uno spettacolare forte abbandonato sorveglia ancora gli ex confini tra il protettorato francese del Marocco e il Sahara Spagnolo. La visita del forte dà l’impressione di essere sul set di un vecchio film sulla Legione Straniera!
Arrivo in serata all’affascinante e confortevole hotel Ksar Tafnidilt, costruito con materiali locali in una splendida architettura sahariana. L’hotel è gestito dalla nostra amica Magali, una signora francese. Magali è un’esperta del deserto; ha vinto il “Rally des Gazelle”, la più impegnativa competizione off-road riservata a squadre femminili.
14.11.2027
Una volta lasciata Tafnidilt, attraversiamo una ripida catena di dune per raggiungere la regione dell’estuario del Dra, visitata solo da viaggiatori coraggiosi che osano trovare la strada sulle piste sabbiose tra le scogliere e l’Oceano Atlantico. Qui scopriamo piccoli insediamenti temporanei di pescatori, postazioni militari coloniali fantasma, dune e cammelli in un paesaggio vergine e, se siamo fortunati con la marea, riusciamo a guidare per chilometri su una spiaggia selvaggia dove le alte dune incontrano l’oceano.
Lasciamo la costa, seguendo il letto di un fiume (ouadi) in un grande canyon: l’unico percorso possibile tra le alte dune, le scogliere e l’oceano. In serata ritorniamo alla nostra confortevole base.
15.11.2027
Da TanTan la strada segue un interessante itinerario lungo una falesia che divide il deserto dall’oceano…. La laguna salata di Naila, separata dall’oceano da file di dune, con un estuario sul mare, è il più grande lago salato del Marocco (100 Km quadrati). Area protetta di grande bellezza naturale, è un importante punto di sosta sulla via migratoria degli uccelli. Può ospitare fino a 20.000 uccelli come fenicotteri, cormorani, gabbiani, aironi…
A bordo di una barca di pescatori, esploriamo queste acque color smeraldo racchiuse in un’ampia cornice di dune gialle e scarpate marroni.
Arrivo nel tardo pomeriggio alla cittadina di Tarfaya, sul Capo Juby, a meno di 100 km dalle Isole Canarie. Tarfaya è un’ex base dell’Aeropostale, pioniere della posta aerea dall’Europa all’Africa e all’America Latina. Interessante il museo e i resti dell’architettura coloniale spagnola. A Tarfaya era di casa Saint Exupéry, famoso aviatore e scrittore, autore di “Le Petit Prince” (Il Piccolo Principe).
16 e 17.11.2027
A Laayoune incontriamo la nostra guida locale, un nomade Saharawi che ci guida in un’esplorazione di tre giorni in fuori pista, attraverso quello che fu il Sahara Spagnolo, poi il Sahara Occidentale ed oggi le Province Sahariane del Marocco. L’ex colonia del Sahara spagnolo, oggi parte del Marocco, è stata teatro di una lunga guerra tra il Fronte Armato Polisario e l’esercito marocchino. A causa di questa lunga guerra delle sabbie, dalla seconda metà degli anni Settanta, la regione è stata proibita ai viaggiatori. Fino ad oggi non è stato firmato alcun trattato di pace, ma sono decenni che non si combatte nella striscia che attraversiamo. Siamo orgogliosi di essere i primi a portare intrepidi viaggiatori nelle vaste e sabbiose regioni di Saguia El Hamra, Tiris Zemmour e allo spettacolare Rio de Oro. In questa spedizione sahariana, attraversiamo grandi dune per scoprire pozzi frequentati da lunghe file di cammelli appartenenti ai leggendari nomadi Reguibat.
I giorni 9 e 10 ci accampiamo sotto le stelle nell’immensità del Sahara.
18.11.2027
La nostra spedizione trans-sahariana prosegue, al mattino, attraverso una regione di dune, pozzi e campi nomadi. Nel pomeriggio percorriamo la strada che ci porta all’oceano.
19.11.2027
La sorprendente bellezza del paesaggio della penisola di Dakhla la rende un luogo unico. Il Rio de Oro è un lago marino lungo 40 km tra scogliere e dune. I colori pastello dipingono il paesaggio: l’oceano blu, la sabbia gialla, le coltivazioni di alghe color smeraldo e le rocce scure. Assistiamo ad un evento unico: durante l’alta marea l’oceano inonda il deserto: una duna bianca e le colline rocciose si trasformano in isole temporanee.
La cittadina di Dakhla fu fondata dai navigatori spagnoli nel 1502 come “Villa Cisneros”. Visita al colorato porto di pesca, pranzo in un allevamento di ostriche. Trasferimento lungo la costa per scoprire dove le onde lambiscono le dune di sabbia. Cena in un ristorante tipico. Pernottamento e rientro nel nostro hotel.
20.11.2027
La nostra strada corre sulla spettacolare scogliera tra il deserto e l’oceano. Seguiamo l’unica strada aperta verso sud. Un cartello indica che siamo “sul” Tropico del Cancro. All’altezza del posto militare di Guerguerat attraversiamo il posto di frontiera meridionale del Marocco, l’unica via aperta tra il Maghreb e l’Africa nera, un luogo sensibile. Percorriamo alcuni chilometri nella terra di nessuno. Il confine è una linea teorica nel deserto che “divide la sabbia dalla sabbia”; dall’altra parte la postazione militare della Mauritania. Arrivo in serata a Nouadhibou.
21 e 22.11.2027
Una giornata di guida tra strada e sentiero ci porta alla città mineraria di Akjoujt. Dopo Akjoujt, un lungo itinerario assolutamente “fuori pista” ci conduce attraverso alte dune. Per attraversare lunghe distese di dune, diminuiamo la pressione degli pneumatici, mentre GPS, mappe e bussola ci aiutano nella navigazione terrestre in un universo geologico incontaminato. L’Erg Amatlich è uno dei bacini di dune più belli della Mauritania. Il Sahara può far sentire un viaggiatore come la prima persona su un pianeta. Qui possiamo trovare tracce della millenaria presenza umana, come utensili in pietra e cocci di vasellame. Quando appare qualche raro pascolo, incontriamo alcuni insediamenti nomadi. Questi incontri umani, dopo il profondo silenzio del deserto, sono intensi. Ci addentriamo nel paesaggio scenografico del massiccio dell’Adrar: valli, alte montagne, dune di sabbia gialla, picchi di roccia scura e rossa. Ammiriamo oasi remote e piccoli villaggi in argilla.
Dopo una lunga e intensa giornata, arriviamo in serata a Chinguetti, dove trascorriamo due giorni visitando la regione.
23.11.2027
Trascorriamo la giornata alla scoperta dell’atmosfera unica di Chinguetti, considerata il “gioiello” delle oasi mauritane. Questa cittadella di pietra risale al XIII secolo ed è stata un punto di passaggio di diverse rotte trans-sahariane che collegavano le coste del Mediterraneo all’Africa nera. L’atmosfera dell’antica città di pietra, l’architettura, alcune antiche collezioni di manoscritti del Medioevo, tra cui Ould Habott, il più grande della Mauritania. Le oasi con i loro “miracoli verdi” di giardini di palme sono circondate da grandi catene di dune gialle, confine occidentale della città che “lotta” per non essere coperta dalla sabbia.
La Moschea principale e il minareto in pietra: si ritiene che il minareto di Chinguetti sia il secondo più antico ancora in funzione in tutto il mondo musulmano.
24.11.2027
Raggiungiamo Ouadane con un itinerario assolutamente “fuori da ogni sentiero battuto” che segue un Ouadi (torrente secco), alla scoperta di piccole oasi nascoste tra alte dune. Ouadane è l’oasi più remota della Mauritania, un avamposto nel vuoto del deserto. Ouadane fu fondata nel 1147 e, mentre la maggior parte di essa è caduta in rovina, alcune delle sue case in pietra, arroccate su una collina rocciosa, sono ancora abitate. Nel passato, questa città era un importante punto di scambio carovaniero. Il commercio era così fiorente che, nel 1487, i portoghesi costruirono un magazzino commerciale fortificato nella regione.
25.11.2027
Il paesaggio non smette di stupirci. Lasciando la strada principale, raggiungiamo una regione di spettacolari montagne, gole e canyon, uno spazio infinito dominato dall’ocra della terra e dal blu del cielo. All’orizzonte osserviamo le rovine di Fort Saganne, costruito per ambientare l’omonimo film del 1984 con Gérard Depardieu e Catherine Deneuve.
Il sito di Agrour, situato in cima al passo di Amogjar, nasconde pitture rupestri preistoriche.
Dopo una breve visita al mercato di Atar, raggiungiamo Terjit, una delle oasi più particolari e rigogliose della Mauritania. Dopo aver attraversato un fitto palmeto, protetto da una gola e seguendo un minuscolo ruscello, scopriamo un vasto riparo roccioso con una fonte d’acqua…. un’atmosfera inattesa, fuori dal tempo e dall’asprezza del deserto.
26.11.2027
Dal deserto all’oceano, dal Sahara all’Africa nera.
Arrivo a Nouakchott, la capitale del paese.
Come introduzione alla storia e alla cultura del paese, visitiamo l’interessante Museo Nazionale che raccoglie reperti archeologici, manufatti, costumi e tessuti dalla preistoria ai giorni nostri. Davvero uniche le foto scattate durante gli scavi di Aoudaghost, la città commerciale più settentrionale ed il sito meglio conservato del leggendario Impero del Ghana. Il Ghana fu il più antico impero conosciuto nell’Africa Nera. Risalente al VI secolo, l’impero si trovava nell’attuale sud-est della Mauritania. A quel tempo da Aoudaghost partivano le carovane che trasportavano l’oro in Nord Africa, passando per Ouadane ed Assa, luoghi scoperti durante la nostra attraversata sahariana.
Pranzo in un ristorante gestito da donne della Costa d’Avorio che ci faranno conoscere la gustosa cucina dell’Africa occidentale.
Centinaia di colorate piroghe, ormeggiate sulla spiaggia di Nouakchott, ci lasciano senza parole. I nostri occhi, abituati alla sabbia e alle dune, si specchiano in acque tumultuose, dove gli attori sono il vento, le onde, le piroghe dai colori vivaci e i pescatori sub-sahariani (principalmente senegalesi), che poi vendono al mercato l’abbondante pescato. La Mauritania tratta più di 1.800.000 tonnellate di pesce ogni anno.
27.11.2027
Partenza al mattino presto in direzione sud verso il Senegal. Il confine naturale tra Mauritania e Senegal è il fiume Senegal, un confine naturale tra deserto e savana. Attraversiamo il fiume su un ponte mobile e ci inoltriamo in un terreno paludoso tra Sahara e Sahel.
Il Parco Nazionale di Djoudj, dichiarato Patrimonio dell’Umanità, è un’oasi verde formata da centinaia di chilometri di terre parzialmente allagate. Questo “paradiso umido” è il miglior habitat e sito di nidificazione di oltre un milione di uccelli migratori e stanziali.
Completamente circondato da un paesaggio arido, l’habitat protetto della zona umida attrae gli uccelli migratori; più di 400 specie vivono temporaneamente in questa riserva ornitologica unica. Facciamo un’escursione in barca per visitare un’isola con una sorprendente concentrazione di pellicani.
Arrivo in serata a Saint Louis.
28.11.2027
In mattinata, visita di Saint Louis, la prima capitale delle colonie francesi in Africa Occidentale AOF (Afrique Occidentale Francais), un’affascinante città antica, situata su due isole gemelle: quella coloniale e quella locale, entrambe situate tra il fiume Senegal e l’oceano. Il modo migliore per girare per le stradine di Saint Louis è a bordo di un calesse, come fanno gli abitanti del posto! Negozi di artigianato, gallerie d’arte, biblioteche con libri antichi e moderni e un interessante museo fotografico sono tra i punti di forza di questa affascinante vecchia capitale.
29.11.2027
Una giornata indimenticabile: oltre 150 km di guida con le nostre 4×4 sulla spiaggia di fronte all’oceano, tra sabbia, onde, schiuma, stormi di gabbiani e pescatori con le loro reti. Lungo la spiaggia per scoprire il più grande villaggio di pescatori del Senegal, più di 4.500 piroghe di legno giunte a riva con il pescato del giorno. Lasciamo i nostri veicoli per un trasporto locale meno invadente e più divertente, un carro trainato da asini, ideale per avvicinarsi ai pescatori che vendono il loro pescato alle donne, le regine del mercato. Entriamo in contatto con gli artigiani che intagliano le grandi piroghe e con i pittori che le decorano con colori vivaci. Concludiamo la visita con un incontro interessante: un “Marabut” (santone locale) ci riceverà nella sua grande dimora. Specializzato in benedizioni destinate a proteggere le piroghe e i pescatori, il Marabut saprà introdurci alle antiche tecniche di geomanzia e divinazione.
Arriviamo al Lago Retba, conosciuto anche come Lago Rosa. È un lago salato poco profondo circondato da dune.
30.11.2027
La capitale del Senegal è diventata un importante centro della rinascita politica, artistica e intellettuale durante il periodo dell’indipendenza e tuttora è la metropoli più vivace dell’Africa occidentale francofona. Visita del “Musée des Civilisations Noires”, che comprende grandi collezioni di arte tribale, tessuti ed opere di artisti locali contemporanei. Il quartiere “Plateau”, il Palazzo Presidenziale, un mercato tipico, la stazione ferroviaria di Dakar-Bamako, completamente restaurata, un grande esempio di architettura coloniale. Traghetto per l’isola di Gorée. Il momento giusto per godersi l’atmosfera di Gorée è il tramonto, quando la massa di turisti è scomparsa. Sull’isola di Gorée venivano stipati gli schiavi in attesa di essere spediti nelle Americhe; completamente restaurata, l’isola testimonia ancora quei tempi. Oggi, il clima ventilato, la storia e l’architettura antica, insieme ai raffinati ristoranti e alle boutique, fanno di Gorée una meta attraente e di tendenza per i visitatori locali e stranieri.
01.12.2027
Partiamo in direzione di Kaolack, in una regione con molte saline. Pranzo in un ristorante locale.
Kaolack, situata sul fiume Saloum, è un importante porto per l’esportazione di arachidi e sale dal Senegal e dai Paesi limitrofi, e un grande mercato.
02.12.2027
Partenza di buon’ora verso la regione tra la riva nord del fiume Gambia e il Senegal, che ha ospitato una delle più grandi civiltà megalitiche del pianeta. Sine Ngayene è il sito megalitico più ricco, con 1.102 pietre erette. Attraversiamo il confine con il Gambia, un piccolo Paese anglofono circondato dal Senegal e sperimentiamo una traversata con un traghetto “molto locale” del grande estuario del fiume Gambia per raggiungere Banjul, la capitale del Paese. Visita al museo nazionale. Opzionale: serata di musica dal vivo in città.
03.12.2027
Mattinata breve ma intensa di birdwatching, guidati da un esperto attraverso diversi ambienti naturali come le zone umide e la savana. Il Gambia è una nota destinazione per il birdwatching.
Arrivo al confine con la Casamance, la regione meridionale del Senegal. L’ambiente naturale cambia gradualmente da savana a foresta.
Arrivo nel tardo pomeriggio a Ziguinchor, un’affascinante cittadina con un’interessante architettura coloniale e un grande mercato.
04.12.2027
La strada attraversa un paesaggio spettacolare di lagune, mangrovie e piccole isole create dall’estuario del fiume Casamance. In un remoto villaggio siamo ricevuti dal re di uno dei più antichi regni Diola (Jula). Nelle antiche tradizioni africane, il re è anche il Sommo Sacerdote che concentra nella sua persona poteri politici e mistici. Dopo la tradizionale offerta di libagioni ai margini della foresta sacra, Sua Maestà sarà lieta di rispondere alle nostre domande sulla storia del suo popolo, sulle regole di un capo tradizionale e sui complicati tabù e significati mistici dell’essere re nella cultura Diola.
Nel pomeriggio assistiamo alle danze rituali delle maschere sacre del popolo Diola. Le maschere appartengono a una società segreta e l’identità dei danzatori non viene rivelata; si dice che la maschera sia animata dagli spiriti. Tamburi, danze e una folla colorata animano il piccolo villaggio all’ombra di grandi alberi di kapok.
05.12.2027
Dopo aver attraversato il confine con la Guinea Bissau (ex Guinea portoghese), la strada ci porta a sud in un ecosistema unico dove i Bolon (bracci di mare) penetrano nella terra per più di cento chilometri creando una grande area di inondazione temporanea. I confini tra acqua salata, terra e acqua dolce sono incerti e cambiano con le maree. Il 23% del territorio della Guinea Bissau è sott’acqua durante l’alta marea ed emerge durante la bassa marea…
06.12.2027
Sperimentiamo una spettacolare navigazione di tre giorni in motoscafo alla scoperta dell’arcipelago delle Bijagos, della sua natura affascinante e le sue tribù isolate. L’arcipelago, composto da 88 isole e isolotti, si trova a una media di 40 miglia dalla costa. Le Bijagos sono un “gioiello geografico” per ricchezza naturale e culturale.
Bolama è stata l’ex capitale della Guinea portoghese dal 1871 al 1941, quando è stata trasferita a Bissau. Quando i portoghesi se ne andarono, gli indigeni vennero ad occupare questa città. Oggi la città sta cadendo a pezzi, in parte invasa dalla vegetazione tropicale. Bolama, che è stata costruita secondo il modello di un “Castrum Romanum”, è ora un mix di grandi viali rettilinei, piazze vuote assolate e letargiche, fontane secche, giardini simili a cespugli ed edifici amministrativi neo-palladiani in rovina. All’ombra delle colonne dell’ex palazzo del governatore, le capre pascolano tranquille. Sebbene abitata, questa città gode dell’atmosfera fiabesca di una città fantasma.
07.12.2027
Breve navigazione alla scoperta dell’isola di Bubaque, la “capitale” dell’arcipelago di Bijagos e del suo mercato.
Pomeriggio: a causa della lontananza e del profondo radicamento della popolazione locale alle proprie tradizioni, i Bijagos sono stati poco influenzati dal mondo esterno. La vita nei villaggi è caratterizzata da riti di iniziazione e cerimonie segrete. In alcuni villaggi, i giovani uomini devono affrontare un rito di iniziazione di sette anni vivendo in un “convento” senza alcun contatto con le donne. Nell’arcipelago delle Bijagos la vita è ancora regolata dal “ciclo delle stagioni”. Durante la lunga stagione secca si svolgono le principali cerimonie.
La Vaca Bruto (toro selvaggio) è la maschera più spettacolare delle isole: i danzatori trasmettono una presenza realistica inchinandosi e rivolgendosi a terra. Gli occhi di vetro smerigliato, le corna vere, le orecchie di cuoio e la corda che attraversa le narici conferiscono alla maschera l’aspetto reale di un animale indomito che rappresenta un uomo in pieno possesso della sua forza fisica ma con un comportamento ancora immaturo, poiché non ha ancora subito l’iniziazione finale. Tutti gli abitanti del villaggio partecipano a questa affascinante cerimonia.
08.12.2027
Mattino: relax sulle spiagge selvagge di Ponta Anchaca o presso la piscina, oppure possibilità di fare un’escursione a piedi alla scoperta della vegetazione.
Nel pomeriggio rientro in barca a Bissau.
All’arrivo a Bissau, un veicolo ci attende per una breve visita della città. Bissau è una piccola ma intrigante capitale con una vecchia architettura portoghese e un grande forte risalente alla tratta negriera.
Su richiesta non incluso nella quota: partenza la mattina presto per un’escursione all’isola di Orango alla ricerca di una fauna residua di ippopotami che si è acclimatata alla vita sulle isole, che vive prevalentemente nelle paludi d’acqua dolce e che a volte viene vista nuotare nelle acque salate dell’oceano. Tour con guida locale. L’incontro con gli ippopotami non è garantito.
09.12.2027
Partenza mattutina. Dopo pranzo lasciamo la strada principale per un minuscolo villaggio nella regione abitata dai Malinké.
I Malinké sono i discendenti dell’antico impero del Mali e sono diffusi negli attuali territori di Mali, Guinea Conakry, Costa d’Avorio, Senegal e Guinea Bissau. I Griot sono una casta di cantastorie e musicisti risalente all’Impero del Mali (XIII secolo). Il villaggio che visitiamo è noto per le famiglie di Griot che si tramandano queste tradizioni da generazioni, fin dai tempi dell’Impero. Noti anche per la loro abilità nella produzione di strumenti musicali, si esibiranno in un concerto. Arrivo a Gabu.
10.12.2027
Partenza presto per una lunga giornata di viaggio. Ad una frontiera remota passiamo in Guinea (Guinea Conakry, ex Guinea Francese), scoprendo una regione con spazi immensi e selvaggi, spettacolari montagne ricoperte da una savana boscosa, foreste tropicali secche e isolati insediamenti Peul (chiamati anche Fulla) sul massiccio del Fouta Djalon.
Considerata la zona più spettacolare della Guinea, grazie alle montagne, agli altopiani, alla savana e alle profonde valli, il Fouta Djalon è il “serbatoio d’acqua” dell’Africa occidentale. Infatti, 3 fiumi che danno il nome a 4 nazioni: Niger, Nigeria, Senegal e Gambia, hanno la propria sorgente in Guinea.
Questo territorio è abitato dai Peul (Fulla), famosi per la loro bellezza e per essere i principali allevatori di zebù dell’Africa occidentale.
11.12.2027
Partenza rilassata al mattino. Prima giornata, delle due dedicate al Fouta Djalon, alla sua natura, alla sua architettura in argilla e molto altro, in un panorama montano unico.
Lasciando Labe, scopriremo un ambiente naturale dove le montagne incontrano savana e profonde valli. Nel Fouta Djalon si trovano le cascate più spettacolari incorniciate dalla foresta in un paesaggio incontaminato.
Una passeggiata di circa mezz’ora all’ombra della vegetazione ci permette di raggiungere le cascate Ditin, considerate le più alte della Guinea. Pranzo picnic.
Percorrendo una pista che attraversa valli e montagne, raggiungiamo un villaggio remoto che siamo orgogliosi di essere stati i primi a visitare. Dopo essere stati presentati -dai nostri contatti- agli anziani del villaggio, offrendo doni tradizionali come noci di cola, abbiamo il privilegio di essere ricevuti da capi e dignitari seduti in consiglio. In una capanna rotonda di argilla molto grande con il tetto di erba decorato, vestiti con i costumi tradizionali, i discendenti del più antico regno Peul (Fulla) ci raccontano la storia del loro popolo ed accettano di rispondere alle nostre domande sulle origini della loro tribù e sulle regole tradizionali ancora praticate.
12.12.2027
Prima di lasciare Dalaba visitiamo la “Casa a Palabra” (la casa della parola), con un bel bassorilievo in argilla, una costruzione in puro stile architettonico Peul (Fulla). Qui i capi si incontravano con l’amministrazione coloniale.
A Dalab si trova anche la villa costruita dal governatore coloniale e successivamente utilizzata dal primo presidente della Guinea indipendente. Il leader dell’indipendenza era Sekou Touré, uno dei politici africani anticolonialisti più radicali; rifiutò qualsiasi collaborazione con i francesi e creò forti legami con l’Unione Sovietica, ed un’amicizia personale con Ceausescu. Alcune ville utilizzate dai ministri e dagli ospiti di Sekou Touré sono reminiscenze di quel periodo. In una villa oggi in rovina, Miriam Makeba incontrò e sposò Stokley Carmichael, un esule dagli Stati Uniti, tra i leader del braccio armato delle Black Panthers.
Un itinerario attraverso valli e montagne ci porterà a Kindia. Kindia è una piacevole cittadina commerciale tra le regioni costiere, la regione delle grandi montagne del Fouta Djalon e le foreste occidentali.
La cena sarà una speciale degustazione di diverse specialità della gastronomia guineana.
Illuminate dal bagliore del fuoco, richiamate dal ritmo intenso dei tamburi appariranno e danzeranno le maschere della foresta sacra. La maschera principale e la più spettacolare è la Baga Nimba, considerata uno dei simboli del Paese.
13.12.2027
Partenza presto la mattina: la strada raggiunge il confine della Sierra Leone, con arrivo nel tardo pomeriggio a Freetown, la capitale del Paese.
Le origini di Freetown: nel 1786 i primi 380 schiavi africani liberati arrivarono in Sierra Leone dall’America, dove avevano combattuto nella guerra d’indipendenza al fianco degli inglesi. Dopo aver perso la guerra, gli inglesi li inviarono in Sierra Leone e crearono i primi insediamenti di schiavi liberati. Pochi mesi dopo il loro arrivo, i nuovi arrivati morivano di fame, si ammalavano di nuove e sconosciute malattie e litigavano con la popolazione locale, che li sopportava a fatica. Pochi anni dopo, durante la guerra napoleonica, Freetown batteva bandiera britannica e venne attaccata da sette vascelli della marina francese e distrutta. Pochi sopravvissuti si salvarono sulle piroghe inviate dai… commercianti di schiavi. Dal 1807, infatti, in seguito all’abolizione della tratta degli schiavi da parte dell’Impero britannico, le navi dei mercanti di schiavi catturate dalla Marina Britannica liberarono gli schiavi in Sierra Leone. Nel 1808 Freetown divenne la capitale della prima colonia britannica nell’Africa tropicale. A quel tempo i Krio, o ex schiavi, erano più di 50.000, creando un’élite che faceva pressione sull’amministrazione per una migliore istruzione. Nel 1845 fu costruita la “Fourah Bay”, la prima università dell’Africa occidentale. Durante il periodo coloniale Freetown era conosciuta come l'”Atene dell’Africa occidentale”.
Cena e pernottamento a Freetown.
14.12.2027
Visita di Freetown, un’affollata, colorata e intrigante grande (e lunga) città tra le colline rocciose e la costa atlantica. Il centro, la sua architettura krio e coloniale, i resti del Cotton Tree, il Museo Nazionale con un’interessante collezione di maschere tribali, il palazzo di giustizia, la cattedrale di San Giorgio e il singolare “Museo della pace della Sierra Leone”, che ripercorre la storia della decennale guerra civile che ha devastato il Paese, sono i “must” della visita.
Successivamente percorriamo la costa alle pendici delle montagne della penisola di Freetown … solo il giallo delle spiagge divide il verde della lussureggiante vegetazione dal blu dell’oceano. Il paese prende il nome da queste montagne, le montagne del leone. River Number 2 è considerata una delle più belle spiagge dell’Africa Occidentale. Arriviamo a Kent. Una barca locale ci porta a Banana Island.
15.12.2027
Mattinata dedicata a circumnavigare, esplorare, camminare alla scoperta di questa isola incontaminata con le montagne che nascondono la foresta primaria, i caratteristici villaggi Kriol, con un lontano sentore caraibico, e le sue piccole spiagge.
Ritorno per pranzo. Nel pomeriggio, percorrendo una strada asfaltata, arriviamo a Bo, la seconda città del paese, dove trascorreremo due notti.
16.12.2027
La ricerca dei diamanti crea dipendenza almeno quanto il gioco d’azzardo. La possibilità di trovare una “fortuna” può diventare realtà solo per pochi. I diamanti hanno avuto un ruolo importante nella recente travagliata storia del paese. La quantità e la qualità delle “pietre” ancora da trovare è importante.
Dopo aver ottenuto il permesso dal capo-villaggio, alcuni abitanti ci conducono al sito dove possiamo incontrare i cercatori di diamanti. Una persona del luogo ci spiega le tecniche di estrazione artigianale e di “lavaggio con la sabbia”. In città visitiamo un “Diamond Shop” (negozio di diamanti), che vende sia diamanti grezzi sia tutta l’attrezzatura necessaria per la loro ricerca.
17.12.2027
Nella maggior parte dell’Africa, le maschere sono prerogativa maschile, ma presso il popolo Mende e le popolazioni vicine, le maschere Bundo sono appannaggio delle donne e hanno un ruolo cruciale nei riti di pubertà delle ragazze. In un piccolo villaggio sperimentiamo l’uscita di queste maschere, un evento che richiama la partecipazione di una folla colorata.
Una spettacolare strada attraverso la foresta ci porterà al fiume Mano e al confine con la Liberia. Il confine è segnato da un ponte sul grande fiume nella foresta che divide i due Paesi. Dopo le formalità di polizia e doganali, entriamo in Liberia.
Nel passato la costa della Liberia era conosciuta come la Costa del Pepe dai navigatori europei, che commerciavano una spezia rara, il pepe di Melegueta, all’epoca chiamato Grano del Paradiso.
Arrivo a Monrovia dove passeremo due notti.
18.12.2027
La Liberia è l’unico paese africano a non essere mai stato né una colonia né un protettorato. La Liberia fu fondata dai Krio, gli schiavi liberati di ritorno dagli Stati Uniti, e da queste origini deriva il nome “Liberia”. I Krio rappresentano il 5% della popolazione e sono i principali attori politici ed economici del Paese. Sono considerati i padri della nazione e della sua economia moderna. L’80% della popolazione parla la lingua Krio, una sorta di “Pidgin” (lingua dialettale) anglo-americano.
Il nostro hotel, con vista sull’oceano, è il miglior punto di partenza per visitare a piedi il centro della città.
La massoneria ha avuto un grande impatto sulla storia della Liberia e della cultura Krio. Visita del maestoso tempio massonico per essere ricevuti, con un po’ di fortuna, dal Gran Maestro che ci racconterà l’importante ruolo delle logge massoniche nello sviluppo di questo speciale Paese. Un simbolo di Monrovia è ciò che resta del Ducor Palace Hotel. Inaugurato nel 1960, fu uno dei primi hotel cinque stelle in Africa. Situato su una collina rocciosa nel punto più alto di Monrovia, domina l’intera città e il golfo. L’hotel ha ospitato gli eventi sociali dell’élite africana dei primi decenni dell’indipendenza. Nella grande piscina di fronte all’oceano Idi Amin era solito nuotare con la pistola alla cintura mentre la sua amica Miriam Makeba cantava. Dopo la guerra civile l’edificio è stato saccheggiato più volte: l’hotel è ora abbandonato e chiuso. Ma -trovando il contatto giusto- possiamo visitarlo. Nel 2008 il governo ha stretto un accordo con Gheddafi per ricostruire questo hotel. Tuttavia, il progetto, come molti altri progetti di sviluppo libici, non è mai giunto a conclusione a causa della guerra iniziata da Europa ed America per sovvertire Gheddafi.
L’edificio del Museo Nazionale è esso stesso un esempio di architettura tradizionale Krio. All’interno scopriamo una grande collezione di maschere e oggetti rituali, ma anche una permanente fotografica sulla lunga guerra civile svoltasi fra il 1989 e il 2003. Anche gli antichi edifici coloniali e le chiese Krio in pietra fanno parte di questa intrigante visita della città. Pranzo presso un ristorante di cucina liberiana. Ritorno al nostro hotel. Pomeriggi relax.
19.12.2027
Partiamo di buon’ora per attraversare la Liberia da sud a nord, percorrendo strade accidentate e sentieri nel cuore della contea di Nimba. Arriviamo nel tardo pomeriggio sui monti Nimba, uno spettacolare massiccio che si estende a cavallo dei confini tra Guinea, Costa d’Avorio e Liberia, con vette che raggiungono i 1.752 metri (5.748 piedi). Questa catena montuosa mozzafiato non è solo una Riserva della Biosfera dell’UNESCO, ma anche uno scenario di rare meraviglie naturali.
Man mano che saliamo, il paesaggio si trasforma radicalmente, passando dalla fitta foresta pluviale tropicale annidata nelle valli a una straordinaria foresta tropicale d’altitudine sopra i 1.000 metri. Il nostro percorso panoramico attraversa questo rigoglioso mosaico, conducendoci attraverso i cancelli della riserva fino al Nimba Eco Lodge, arroccato a 900 metri d’altitudine, dove questi due mondi forestali si incontrano. Ci fermiamo a visitare i resti di una grande miniera oggi abbandonata, che la vegetazione tropicale sta gradualmente ricoprendo.
20.12.2027
Al mattino, ci incamminiamo per una passeggiata di una o due ore nel cuore di un’antica foresta primaria, ricca di segreti nascosti, oppure ci si può rilassare rimanendo al Nimba Eco-Lodge.
La leggenda locale narra che nelle profondità di queste foreste viva lo Zogbenya, un misterioso spirito custode delle vette dei monti Nimba. Visibile solo a chi ha il cuore puro, si dice che lo Zogbenya protegga le montagne e la loro fauna selvatica, garantendo il perdurare dell’equilibrio tra natura e umanità. Tenete gli occhi aperti… a volte, la brezza di montagna sembra sussurrare la sua presenza.
Dopo questa esperienza a piedi, ci dirigeremo in auto verso la Costa d’Avorio per raggiungere Danane.
21.12.2027
Una strada che attraversa la vegetazione lussureggiante ci conduce ad un villaggio remoto ed a una breve passeggiata fino a uno spettacolare ponte di liane che attraversa un grande fiume nella giungla. I ponti di liana sono capolavori di un’autentica “tecnologia tribale”. Sono costruiti esclusivamente con i materiali che si trovano in natura nella foresta, come legno e liane, senza l’uso di chiodi o corde o di altri materiali estranei all’ambiente. Solo gli iniziati possono raccogliere le liane ed il legno e lasciarli nella foresta; si crede che uno spirito potente costruisca il ponte in una notte. Durante la preparazione di un nuovo ponte non sono ammessi né donne né non-iniziati nella foresta, per garantire la segretezza di questa “tecnologia magica”.
Arrivo in serata nella piccola città di Man, circondata da 18 montagne verdi, capoluogo della regione delle foreste. La cittadina di Man è la capitale delle etnie We, Dan e Guéré, note per le loro maschere, considerate tra i capolavori dell’arte africana.
Il mercato di Man è un mercato importante, che richiama sia gli abitanti dei villaggi di tutta la regione, sia quelli dei Paesi vicini. È possibile trovare un’ampia scelta di prodotti artigianali e, con un po’ di fortuna, maschere autentiche e oggetti tradizionali.
In un villaggio vicino, incoraggiati dal ritmo incessante dei tam-tam, le maschere escono dalla foresta. Secondo la cosmogonia del popolo Dan, esiste un dio supremo che crea il mondo e comunica con gli uomini solo attraverso i suoi intermediari, le maschere. Durante la danza delle maschere, la distanza tra gli uomini e gli spiriti scompare, gli ordini cosmici e sociali vengono ripristinati e si esprime gratitudine agli dei e agli antenati. Le maschere Dan sono tra le più belle maschere africane, note per l’equilibrio delle loro forme.
22.12.2027
L’intera giornata è dedicata a scoprire la cultura tribale e le tradizioni magiche.
Veicoli 4X4 saranno necessari per raggiungere una remota regione dove l’arrivo degli stranieri è ancora un evento raro. La pista attraverso rudimentali ponti fatti di tronchi ci conduce ad un isolato insediamento abitato dai Gueré le cui maschere sono riconosciute e collezionate per la loro potente forza espressiva. Le maschere danzeranno per il villaggio. Se siamo fortunati potremo assistere alla rara performance dei Jongleurs, un’antica tradizione che sta scomparendo. Le ragazze iniziate, con il viso dipinto di caolino bianco, si esibiscono in una spettacolare danza acrobatica, “volando” da un danzatore all’altro…
Torniamo sulla strada principale per raggiungere la cittadina di Daloa in serata.
23.12.2027
Giornata di guida verso sud-est. Continuiamo il nostro viaggio attraverso piantagioni di caffè e cacao, punteggiate solo da piccoli villaggi. La Costa d’Avorio è il principale produttore di cacao al mondo, il secondo è il Ghana e insieme rappresentano più della metà della produzione mondiale di cacao.
In un villaggio della tribù dei Guro, assistiamo alla danza delle maschere Zaouli. La maschera Zaouli è stata probabilmente ispirata da una ragazza di nome “Djela Lou Zaouli”, tuttavia le storie sulle origini della maschera sono varie e ogni maschera può avere una propria storia simbolica. L’unicità della danza Zaouli è il movimento fine e sofisticato delle gambe e dei piedi.
Nel pomeriggio raggiungiamo Yamoussoukro, capitale formale del Paese dal 1983 e villaggio natale di Houphouët-Boigny, il primo Presidente della Costa d’Avorio. Qui si è realizzato il sogno ivoriano degli anni ’70 e ’80, quello di un Paese che, nonostante la carenza di importanti risorse naturali, ha costruito la più fiorente economia dell’Africa occidentale francofona, tanto da rivaleggiare per stile architettonico e dimensioni con le capitali europee.
Visitiamo la Basilica della Vergine della Pace, ispirata a San Pietro a Roma, uno dei più grandi edifici cristiani della terra. Le alte vetrate colorate sono uniche. In città, vediamo ampi viali dove le poche auto cercano di evitare le grandi buche, gli Zebù e le galline. Gli enormi edifici governativi, i grandi alberghi alti fino a 14 piani e persino un lago artificiale abitato da coccodrilli, tutto ha un aspetto abbandonato. Ciò che colpisce di più è la sensazione di vuoto dovuta al nulla che circonda questa illusione… Nonostante il titolo di capitale, i ministeri, le ambasciate e la stessa presidenza della repubblica sono rimasti ad Abidjan.
24.12.2027
Percorriamo l’unica autostrada del Paese per raggiungere Abidjan in tarda mattinata. Al di là della laguna, il “plateau” (il quartiere degli affari della città) sta crescendo molto velocemente, mentre la maggior parte delle città africane cresce in orizzontale, Abidjan cresce in verticale. Qui non c’è molta terra disponibile e la poca presente deve essere continuamente recuperata dalle acque della laguna di Ebrié. Il moderno quartiere degli affari è definito ad ovest dal porto e dalle sue interminabili code di persone in attesa di un battello pubblico, e ad est dalla sagoma della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, costruita con spirito futuristico dall’architetto italiano Aldo Spirito nel 1980. Il traffico caotico è un risultato negativo del rapido sviluppo economico di questo Paese, che dopo la guerra civile ha raggiunto in alcuni anni una crescita del 6% del PIL. Visita di questa moderna e colorata metropoli africana.
25.12.2027
Breve tratto in auto fino a Grand Bassam, una vecchia cittadina costruita su un banco di sabbia tra la laguna e l’oceano. Fu la prima capitale della colonia francese della Costa d’Avorio e oggi è un luogo di svago marittimo per gli abitanti di Abidjan. Grazie ai suoi tranquilli viali ombreggiati da alti alberi, alle grandi bouganville e agli edifici coloniali ben conservati, Grand Bassam ha un’atmosfera magica. Il vecchio ufficio postale è un gioiello di architettura coloniale. Il Museo del Costume, nell’ex palazzo del governatore, con la sua grande scalinata esterna è un vero gioiello architettonico e la sua collezione unica di costumi tribali, maschere, ornamenti e fotografie etnografiche offre un interessante sguardo sulla storia e sulla cultura del Paese.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo la cittadina di Aboisso.
Cena a “La Place”, una piazza vivace con molti tavoli che offrono una scelta di diversi cibi di strada e bevande.
26.12.2027
Dalla Costa d’Avorio alla Costa dell’Oro. Partenza la mattina presto per raggiungere il confine con il Ghana. L’abbondanza di oro spinse i primi navigatori portoghesi, che scoprirono questa regione nel XV secolo, a chiamarla Costa d’Oro, nome che fu cambiato in Ghana al momento dell’indipendenza nel 1957. Una volta arrivati ad Axim, visitiamo il forte di Sant’Antonio, costruito dai portoghesi nel 1515 su una baia vicino all’estuario del fiume Ankobra, in una regione ricca di oro. La costa del Ghana è unica in tutta l’Africa per la concentrazione di antichi castelli e fortezze. Nel corso di tre secoli, più di 80 fortificazioni sono state costruite dagli europei, per commerciare soprattutto oro, avorio e, infine, schiavi.
27.12.2027
Intera giornata dedicata alla scoperta degli antichi castelli della tratta degli schiavi, e dei santuari animistici.
Visitiamo il castello di Elmina, il più antico ed il più grande edificio europeo in Africa. “Sao Jorge da Mina” fu costruito dai portoghesi nel 1482. In momenti differenti, il castello venne utilizzato come magazzino per il commercio inzialmente dell’oro, successivamente dell’avorio e, infine, degli schiavi. Il castello che visitiamo oggi è il risultato di numerosi lavori che nel tempo sono serviti ad ingrandirlo ed è riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.
Il porto per la pesca, di fronte al castello, ospita centinaia di piroghe di legno colorate.
In un villaggio vicino scopriamo i Posuban, santuari delle “compagnie Asafo” dove i “guerrieri” Asafo versano ancora le offerte rituali.
28.12.2027
Arrivo in tarda mattinata a Kumasi, la capitale storica e spirituale dell’antico Regno Ashanti. Gli Ashanti furono uno dei regni più potenti dell’Africa fino alla fine del XIX secolo, quando gli inglesi annessero il Regno Ashanti alla colonia della Costa d’Oro. Gli onori che ancora oggi vengono tributati all’Asantehene (il re) testimoniano il passato splendore e potere degli Ashanti.
Con oltre tre milioni di abitanti, Kumasi è una città tentacolare con un fantastico mercato centrale, uno dei più grandi d’Africa. Qui si trova ogni tipo di artigianato Ashanti (articoli in pelle, ceramiche, tessuti Kente) e praticamente ogni tipo di frutta e verdura tropicale.
La visita include il Centro Culturale Ashanti, una ricca collezione di manufatti Ashanti ospitata in un’interessante riproduzione di un’antica casa Ashanti.
Nel pomeriggio incontriamo un capo tradizionale, se disponibile.
29.12.2027
Partenza presto la mattina, per arrivare ad Accra nel primo pomeriggio. La capitale del Ghana ha mantenuto la sua particolare identità nonostante il rapido sviluppo in atto in questa grande metropoli africana.
Di fronte all’oceano brulica la vita dei quartieri più vecchi, come James Town, ovvero l’insediamento originale della capitale, abitato dalla popolazione Ga. Ne godiamo l’atmosfera e visitiamo le testimonianze del periodo della tratta.
Il nostro tour termina con la visita ad una falegnameria specializzata nella costruzione di bare dalle forme fantasiose. Con estro, questi artigiani creano bare a forma di frutti, pesci, aerei, animali… l’unico limite è la fantasia!
Opzionale, è possibile organizzare la serata in uno dei club musicali più tipici della città.
30.12.2027
Partenza mattutina verso il confine con il Togo.
La capitale, Lome, è una delle rare capitali situate sul confine del Paese, l’unica città africana che è stata governata successivamente da tedeschi, britannici e francesi e che ha attirato un’importante comunità di commercianti provenienti da diversi Paesi africani e, persino, dal Brasile. Questi elementi ed influenze hanno sviluppato uno stile di vita, una cucina e un’architettura unici. Lome è ancora oggi un punto d’incontro di persone, commerci e culture.
Visitiamo il mercato centrale con le “Nana Benz”, donne che controllano il mercato dei costosi “pagne” (tessuti colorati) venduti in tutta l’Africa occidentale; gli edifici coloniali e il più grande “mercato dei feticci” di tutto il continente africano, dove si può trovare un eclettico assortimento di tutti gli ingredienti necessari per pozioni d’amore, intrugli magici e incantesimi vudù. Lome è anche un importante centro commerciale per l’artigianato e l’arte tribale.
Opzionale non incluso nella quota: serata nei club musicali della città.
31.12.2027
Il Vudù è la religione principale delle zone costiere del Togo e del Benin; cerimonie autentiche sono praticate dai numerosi adepti. Il ritmo frenetico dei tamburi e i canti degli iniziati “chiamano” gli spiriti che si manifestano possedendo qualche partecipante che cade in una profonda trance, gli occhi si rovesciano all’indietro, smorfie, convulsioni, insensibilità al fuoco o al dolore. Sakpata, Heviosso, Mami Water sono solo alcune delle divinità Vudù che possono manifestarsi. Circondati dall’atmosfera magica della cerimonia, comprendiamo che cosa intende la gente del posto quando dice: “Nelle vostre chiese pregate Dio; nel nostro santuario Vudù diventiamo Dei!”. Al seguente link potete vedere il nostro documentario: https://vimeo.com/645966525
Confine con il Benin e arrivo nella cittadina di Grand Popo.
01.01.2028
Tra lagune e oceano, scopriamo il culto di Zangbeto. La maschera di Zangbeto è molto alta e ricoperta di paglia colorata. Rappresenta gli spiriti selvaggi non-umani (le forze della natura che abitavano la Terra prima dell’uomo). Chi indossa la maschera appartiene a una società segreta e tiene nascosta la propria identità. La danza degli Zangbeto è un evento per tutto il villaggio. Questa esibizione garantisce protezione contro gli spiriti maligni e la stregoneria. Il movimento rotatorio della maschera simboleggia la purificazione spirituale del villaggio e lo Zangbeto compie anche “miracoli” per dimostrare i suoi poteri.
Successivamente ci dirigiamo verso Ouidah. Questa piccola città fu conquistata dal Regno dei Dahomey nel XVIII secolo e divenne il principale porto di spedizione degli schiavi. L’antico nome di questa costa era Costa degli Schiavi. La visita inizia seguendo la “strada degli schiavi” fino alla riva, alla “porta del non ritorno” dove gli schiavi venivano spediti nelle Americhe.
Ouidah gode di una rara architettura afro-brasiliana, come un mix unico di culture in cui il tempio del pitone si trova di fronte alla cattedrale cattolica. L’atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi sembra riportare l’eco mormorante delle colonne di schiavi che si imbarcavano da queste spiagge – un’atmosfera senza tempo descritta da Bruce Chatwin nel suo romanzo “Il Viceré di Ouidah”. A piedi visitiamo il Tempio del Pitone e il Forte Portoghese (attualmente chiuso perché in fase di ristrutturazione), ora un piccolo ma interessante museo sulla storia di Ouidah, sulla tratta transatlantica degli schiavi e sui legami che il commercio ha creato tra i Paesi costieri dell’Africa occidentale e la cultura vudù dei Caraibi.
02.01.2028
Guidiamo per chilometri sulla pista dei pescatori tra spiagge infinite, alte palme, capanne dai tetti di paglia e piroghe colorate. Lasciamo i nostri veicoli e attraversiamo il lago Nokwe su una barca a motore per raggiungere Ganvié, il più grande e più bel villaggio africano su palafitte. I circa 25.000 abitanti fanno parte dell’etnia Tofinou e costruiscono le loro case di legno su palafitte di teak. L’allevamento di pesci con un’antica tecnologia tribale è la loro attività principale. Ganvié è riuscito a preservare le sue tradizioni e il suo ambiente nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso; il lago non è sovra-sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle canoe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. Da queste canoe, gli uomini pescano, le donne espongono merci al “mercato galleggiante”, i bambini vanno a scuola e giocano. A Ganvie si dice che i bambini imparino prima a nuotare che a camminare.
Camera in uso diurno disponibile a Cotonou e trasferimento all’aeroporto (pasti non inclusi). Fine dei nostri servizi.
CAPO- SPEDIZIONE: con una lunga esperienza di guida fuori dai sentieri battuti dell’Africa occidentale e del Sahara e un’ottima conoscenza della cultura e delle tradizioni africane.
ITINERARIO ESPLORATIVO: Questo itinerario è una spedizione; i partecipanti devono essere flessibili e pronti a godersi gli incontri unici, ma anche alcune situazioni inaspettate che fanno parte dell’esperienza africana.
VISTI – INFORMAZIONI IMPORTANTI:
Vi preghiamo, dopo la prenotazione, di contattarci e vi invieremo i nostri consigli e suggerimenti su come ottenere i visti elettronici e su quando sono necessarie le Lettere di Invito.
Vi invitiamo a contattare i nostri uffici per ricevere assistenza e confermare la procedura corretta. Il costo per la LOI (lettera di Invito) è pari a 30 euro.
Si informa che per i titolari di passaporto russo non è più possibile richiedere il visto elettronico per la Costa d’Avorio, ma è comunque possibile ottenere il visto presso un Consolato o un’Ambasciata della Costa d’Avorio.
VACCINAZIONI:
BAGAGLIO: In considerazione della natura del viaggio, vi preghiamo di contenere il peso dei vostri bagagli non oltre i 20 kg (45lbs) a persona. Al fine di ottimizzare gli spazi durante i trasferimenti, si raccomanda vivamente l’utilizzo di sacche o borsoni morbidi.
ASSICURAZIONE DI VIAGGIO: NON INCLUSA MA è obbligatoria la sottoscrizione di una polizza assicurativa che garantisca la copertura per l’assistenza medica, il rimpatrio sanitario e la responsabilità civile per danni. L’organizzazione declina ogni responsabilità per eventuali infortuni, sinistri, danni materiali o problemi di salute occorsi durante o dopo lo svolgimento del viaggio, indipendentemente dalla causa scatenante o dai soggetti coinvolti. Si raccomanda di conservare una copia della polizza assicurativa unitamente ai propri documenti di identità per l’intera durata del viaggio.
TRASPORTI: veicoli 4×4 e minibus. Tutti i veicoli sono accuratamente selezionati e attrezzati per affrontare i percorsi locali, garantendo il massimo comfort grazie anche alla presenza di aria condizionata. I trasferimenti nautici prevedono l’impiego di barche veloci per la navigazione oceanica e di imbarcazioni tipiche per l’esplorazione della laguna di Naila e Banana Island.
HOTEL: Le strutture sono selezionate con cura per l’eccellenza del servizio e, ove possibile, per il pregio architettonico. Nelle capitali e nelle principali località il pernottamento è previsto in hotels 4 stelle, mentre nell’entroterra garantiamo le migliori soluzioni possibili, sempre dotate di climatizzazione. In caso di necessità l’accompagnatore si riserva di proporre alternative di pari categoria.
Sicurezza e Accessibilità nelle Strutture
Si informa che, a causa della conformazione architettonica di alcune strutture, le scale potrebbero presentare gradini irregolari o superfici non uniformi. Si raccomanda pertanto la massima cautela negli spostamenti all’interno degli edifici. Prestare attenzione anche ad eventuali cavi elettrici a vista.
CAMPO MOBILE: Due notti di campo mobile, nella parte più remota del Sahara occidentale. Campeggiare nell’immensità del Sahara è un’esperienza indimenticabile. Grandi tende attrezzate, stuoie e sedie. In caso di vento verrà montata una grande tenda ristorante per la cena. Verranno installati dei “servizi” portatili.
CAMPO FISSO: Una notte a Banana Island.
PASTI: Il piano pasti è così strutturato: i pranzi prevedono opzioni dinamiche quali buffet freddi, picnic all’aperto o soste presso ristoranti locali con menu turistico; le cene sono servite presso le strutture alberghiere (menu turistico). Per l’intero soggiorno, è inclusa la fornitura di una bottiglia d’acqua minerale a persona durante le escursioni giornaliere
FILOSOFIA DEL VIAGGIO E SPIRITO DI ADATTAMENTO: L’itinerario è pensato per scoprire luoghi affascinanti, dove spesso la visita di uno straniero è un evento eccezionale. Data l’unicità dell’esperienza ai partecipanti è richiesto uno spirito collaborativo, tolleranti e flessibile per godere appieno della spedizione ed apprezzare la natura unica, così come l’ospitalità spontanea delle popolazioni locali, la magia e il mistero africani, la metafisica, le cerimonie, le filosofie di vita, le credenze che le persone sono disposte a condividere con i loro amici viaggiatori.
L’Organizzazione e il Tour Leader si riservano la facoltà esclusiva di apportare modifiche o adattamenti a itinerari, visite e pernottamenti, qualora reso necessario da condizioni locali o cause di forza maggiore, al fine di garantire il regolare svolgimento della spedizione. I costi derivanti da tali variazioni saranno di esclusiva responsabilità dei partecipanti. Naturalmente, il Tour Leader farà del suo meglio per rispettare il programma originale. I prezzi potrebbero subire variazioni in caso di importanti cambiamenti nei costi dei servizi, al di là della volontà dell’organizzatore.
Included:
Non incluso:
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